Come pagare l’impianto stampa quanto vuoi TU! [ + VIDEO]

 

Aspetta, non fare quella faccia stupita, procediamo con ordine!

 

Quanto costa l’impianto stampa?

 

Bella domanda.

E’ un vero peccato che la risposta sia:

 

Dipende.

 

Ecco perchè in questo articolo ti dirò molto di più.

Se leggerai fino in fondo sarai in grado di pagare l’impianto stampa quanto vuoi tu!

Ma per essere sicuro che tu comprenda appieno cosa voglio dirti, concedimi una veloce premessa.

 

Devi sapere che una delle mie più grandi passioni è la cucina al bbq. Quella che per tutti è la tradizionale grigliata tra amici, per me diventa una sorta di rito pagano, che preparo con giorni di anticipo mettendo in riga con costanza e dedizione tutta una serie di step imprescindibili.

Sono sempre stato affascinato dal fuoco, devo aver preso da mio nonno. Da buon contadino, era solito liberarsi dalle cassette in legno rovinate accendendo un falò. Io, ancora ragazzino, lo guardavo da lontano mentre trascorreva ore ad osservare le fiamme e ad alimentarle. Nonostante questo il mio approccio alla grigliata è stato, per lungo tempo, quello condiviso dal 95% degli italiani: comprare (più o meno a caso) la carne dal macellaio, faticare ad accendere la carbonella, mettere il cibo sulla griglia ipotizzando un tempo di cottura, bucare le salsiccie, litigare con le fiammate che il grasso sprigionava e infine godermi la compagnia di amici e parenti intorno alla tavola.

Però, dentro di me, sentivo che poteva esserci molto di più.

Tutto è cambiato quando, alla ricerca di nuove ricette, giusto per uscire dalla monotonia del poker wurstel – hamburger – salsiccia – tomini, mi imbatto in una serie di personalità che condividono su internet i principi alla base della gestione del calore e della cucina con bbq. Invece di seguire ricette passo passo inizio un lungo viaggio tra temperature, Maillard, catene di proteine, collagene, umidità, gradi Fahrenheit. In breve tempo arrivano i primi esperimenti, i primi errori e, poco dopo, i primi, gustosissimi, successi.

Ci sono voluti mesi, tante prove e qualche commensale deluso ma la sensazione di controllo totale che provo ora, davanti a un qualunque tipo di griglia, è impagabile. Non fa differenza che mi trovi nei prati per pasquetta o a casa di amici: so sempre, esattamente, cosa voglio e come fare per ottenerlo.

 

Questo percorso mi ha permesso non solo di imparare i tipi di cottura su griglia ma anche di apprendere una legge di tipo universale. Un caposaldo valido in ogni aspetto della vita, tra cui, chiaramente, anche il business.

Adesso voglio condividerlo con te.  

La lezione che maggiormente mi è rimasta dentro e ha cambiato il mio modo di guardare alle cose posso riassumerla così:

Se sai dominare le variabili fondamentali di un sistema, puoi ottenere quello che vuoi, quando lo vuoi, come lo vuoi

 

[Annotazione successiva: poco dopo aver pubblicato questo articolo mi sono imbattutato in una straordinaria citazione di R. W. Emerson, filosofo e scrittore statunitense, che esprime lo stesso concetto:

“I metodi possono essere un milione e più, ma i principi sono pochi. L’uomo che afferra i principi può scegliere con successo i suoi metodi. L’uomo che prova i metodi, ignorando i principi, avrà sicuramente dei problemi.”]

 
Call to action articoli
 

Ecco perchè in questo articolo non ti farò 100 esempi di diversi impianti stampa e dei relativi costi ma ti rivelerò, nel dettaglio, quali sono le 3 variabili fondamentali su cui agire per pagare il clichè esattamente QUANTO VUOI TU.

Ma andiamo con ordine: sai già da cosa è composto un clichè e come avviene la stampa flessografica su cartone ondulato?

L’impianto stampa è formato da una sottile lastra di poliestere, la camicia, su cui sono attaccate le matrici, a loro volta composte da:

  • grafismi, ossia la parte in rilievo, quella che riceve l’inchiostro e lo trasferisce sul foglio di cartone
  • base, ossia il fotopolimero intorno al grafismo, che lo sostiene e NON stampa

Impianto stampa = camicia + matrici

Matrici = grafismo + base

 

Chiaro?

Perfetto, allora vediamo quali sono queste tre variabili fondamentali e come puoi sfruttarle per modificare a tuo piacimento il costo dell’impianto stampa.

Grandezza

 

Già, ma quale grandezza?

Quella della scatola?

No, le dimensioni della scatola non influiscono direttamente sul costo del clichè perchè questo varia in funzione dell’ area di stampa, cioè della quantità e della grandezza delle matrici. Più sono le scritte (o più grandi sono), più aumenta l’area di stampa, più aumenta il costo dell’ impianto stampa.

Il costo vivo è dato dai fotopolimeri in rilievo che stampano e dalla loro base, ossia dalle matrici.

E’ invece indipendente dalla grandezza della scatola, o meglio: a parità di grafica una scatola più grande richiede una stampa più grande perchè sia proporzionata ma questa è l’unico tipo di correlazione.

 

Vediamo qualche esempio.

Mettiamo che tu voglia stampare il tuo logo sui due lati lunghi della referenza  (io utilizzo una A, per capirci).

Una cosa del genere:

SCATOLA A

L’impianto stampa sarà così composto:

AREA DI STAMPA

La grandezza dell’aria di stampa equivale alla grandezza delle matrici.

In questo caso le matrici sono due e hanno dimensioni 10 x 10cm.

Totale: 2 x (10×10) = 2 x 100 = 200cm²

 

Se volessi aggiungere un’altra stampa sui lati corti:

SCATOLA A-B

L’area di stampa diventa:

2 x 100 + 2 x (10 x 7) = 200 + 140 = 340cm²

Vediamo anche il fondo pieno, tecnica utilizzata stampare tutta la scatola dandole un forte impatto visivo.

Un clichè di questo tipo ha un’ area di stampa che equivale (più o meno) allo sviluppo della scatola.

Ad esempio, se tu volessi stampare la seconda referenza in negativo, utilizzando il fondo pieno:

NEGATIVO 1

L’area di stampa equivarrebbe a:

75 x 30 = 2250cm²

 

Ecco spiegato perchè il clichè per un fondo pieno ha costi elevati: l’area di stampa è massima, il costo ne è la conseguenza diretta.  

 

Ricapitolando: abbiamo visto come il costo dell’impianto stampa dipenda dalla grandezza dell’area di stampa e come il clichè possa avere costi completamente diversi, anche se la scatola è la stessa.

 

Materiale

 

Il secondo fattore che incide drasticamente sul costo dell’ impanto stampa è il materiale di cui sono composte le matrici: fotopolimero solido o liquido.

L’impianto stampa in solido si ottiene partendo da una lastra di polimeri rettificata, successivamente lavorata in negativo: una lampada UV scioglie solo in corrispondenza dei contrografismi (altro termine per indicare la parte che NON stampa), lasciando  in rilievo la parte che stampa.

Al contrario, per creare un impianto stampa in liquido, si parte da una vasca di resina liquida in cui i raggi della lampada UV solidificano la parte del grafismo.

 

Delle due alternative, l’impianto in solido rappresenta la migliore: partire da una lastra rettificata consente di ottenere una stampa più precisa. Inoltre, questo tipo di fotopolimero resiste più a lungo alle sollecitazioni e al tempo, senza deformarsi o sbriciolarsi.

In alcuni casi è una scelta obbligata: per fondi pieni, ad esempio, o per grafiche particolarmente complesse, ma anche per tirature elevate.

Chiaramente, è anche la scelta più costosa.

L’alternativa è utilizzare il fotopolimero liquido, di qualità e durata inferiori, comunque ampiamente accettabili. Ad esempio lo utilizzo per le referenze dove il compromesso è d’obbligo, come quelle con tirature limitate o stampe semplici, con lo scopo di ridurre il più possibile l’incidenza della spesa senza compromettere il risultato di stampa.

 

Numero di colori

 

Ogni colore necessita di un clichè a sè, costituito da una camicia e dalle matrici che andranno a stampare quel particolare pigmento. Ogni clichè viene montato su un rullo diverso.

Il foglio di cartone attraversa tutti i rulli che, in sequenza, imprimono la loro stampa.

Stampare a più colori comporta un maggiore investimento perchè ogni camicia rappresenta un costo fisso ma può anche richiedere un costo unitario perchè ci vuole più tempo per allestire la linea e centrare le stampe. Quest’ ultima differenza di costo può essere trascurabile ma mi preme portarti a riflettere sull’ utilità che ha per te la stampa.

L’imballaggio in cartone:

  • arriva davanti al cliente finale,
  • incide in qualche modo sul processo di acquisto dell’intermediario
  • o deve comunicare all’esterno un brand molto forte?

Allora ha senso investire anche nella stampa.

In caso contrario, la stampa ad un colore (magari a pantone, se hai un colore che identifica il tuo marchio in maniera immediata) ti consente di ottenere un ottimo risultato, senza buttare inutilmente soldi sia in costi fissi sia in quelli unitari.

 

 

P.S.: Se sei d’accordo con me sull’ importanza di conoscere i principi, come li chiama R. W. Emerson, devi scaricare questo report. Scoprirai le 4 leve fondamentali su cui puoi agire per decidere tu il prezzo dei tuoi imballaggi, senza neanche chiedere un preventivo al fornitore.

Rispondi