KEYES: il funerale degli alveari

 

Hai presente gli alveari?

 

Si esatto.

Quelli brutti.

E scomodi.

 

Li metti a protezione delle bottiglie per evitare che si rompano durante il trasporto.

Generalmente realizzati con le peggiori carte sul mercato, si piegano, si rompono, non stanno fermi.

Riescono a rendere difficile ogni confezionamento e rientrano a tutti gli effetti tra le categorie più odiate nel settore.

 

Però sono economici.

“Almeno quello”, penserai..

 

Ricordo bene quando è nata la mia avversione verso di loro.

Come saprai (se hai letto SPECIAL REPORT omaggio), prima di occuparmi della consulenza ho lavorato in produzione nello scatolificio di famiglia: ero un ragazzino e durante l’estate occupavo così il tempo libero.

 

Ho capito che tra me e gli alveari non c’era feeling mentre, provando a legarli in pacchi, mi scivolavano da tutte le parti.

Ora, io manualmente non sarò stato un campione ma nel tempo ho avuto la conferma direttamente dai clienti che gli alveari non brillano per praticità.

Capirai quindi la soddisfazione nel proporre un’alternativa VALIDA, in grado di risolvere tutti i problemi di praticità e di estetica senza essere dispendiosa.

 

Dunque, ti presento i KEYES:

 

KEYES
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Il keyes (si pronuncia cheiès, con l’accento sull’ultima e) è un separatore orizzontale in polpa di cartone riciclato e pressato.

Per intenderci, il materiale è lo stesso delle confezioni delle uova, solo più rigido.

Al contrario degli alveari, è un pezzo unico.

Inoltre, come accennato, va posizionato ORIZZONTALMENTE: le bottiglie vengono inserite coricate all’interno della scatola.

Il keyes le tiene immobili, proteggendole dagli urti esterni e dallo sbattere l’ una contro l’altra.

Siccome so che te lo stai chiedendo, ti rispondo al volo: si, le protegge davvero.

A patto che l’imballaggio esterno sia studiato con criterio (approfondisco dopo), il keyes mantiene immobili le bottiglie.

Certo, se poi i corrieri lanciano i pacchi ( e li lanciano) è un altro paio di maniche. Ma in tal caso neanche il classico alveare potrebbe esserti d’aiuto: tutto questo per dire che non esistono differenze di performance tra i due.

 

Esistono Keyes per ogni tipo di bottiglia (bordolese, borgogna, champagnotta, magnum…) e per ogni formato di scatola (6+6, 6 in linea, 3+3, 4 in linea, 2 in linea..).

Se ne utilizza uno per scatola: se le bottiglie sono in linea, va posto a contatto con il fondo.

Se le bottiglie sono sovrapposte, si inserisce tra le due file.

 

I vantaggi rispetto all’alveare classico sono due:

 

è infinitamente più pratico da utilizzare

Un unico pezzo da inserire, tiene ferme tutte le bottiglie.

Non devi aprirlo, non devi tenerlo, non scivola, non si piega ne si rompe.

Abbatte i tempi di confezionamento del 50% minimo

è infinitamente più elegante

Immagina di aprire uno scrigno, al cui interno è custodito gelosamente un prezioso.

E’ questa la sensazione che ti trasmette il keyes.

Quando la scatola è piena, sparisce dietro le bottiglie.

Il gesto di aprire le alette rivela l’etichetta in bella vista.

 

Che dici, tutta un altra storia rispetto al vedere dall’alto 6 tappi, no?

 

Inoltre è ecologico poichè totalmente riciclato e riciclabile.

 

Se ti stai chiedendo come mai non ne hai ancora sentito parlare, è normale.

Al momento, i keyes vengono prodotti unicamente in Francia.

Il mercato d’oltralpe li ha conosciuti e apprezzati in questi anni.

Da poco li sto introducendo in Italia e i risultati sono stati eccezionali: tutti i clienti a cui li ho proposti hanno abbandonato gli alveari, con soddisfazione per entrambi.

 

Personalmente, consiglio l’abbinamento del keyes ad un fondo automatico.

Fermati un secondo a riflettere: perchè continui a sprecare tempo?

Puoi ridurre il confezionamento a 3 gesti automatici a prova di proscimmia:

 

  1. apri scatola
  2. riempi scatola
  3. chiudi scatola

 

Addio manovre per montare le scatole.

Addio manovre per aprire e tenere gli alveari.

Il tutto con un addizionale VANTAGGIO ESTETICO.

 

Call to action articoli

Se sei interessato ad utilizzare il keyes, tieni a mente che dovrai cambiare le dimensioni della scatola.

Se utilizzi un’americana classica, non ci sono grossi problemi.

Se invece utilizzi un fustellato, devi sicuramente rifare la fustella

In ogni caso, devi rifare l’impianto stampa, o adattare quello attuale alle nuove dimensioni.

Se si tratta di una nuova referenza, tanto meglio: puoi partire da subito con il piede giusto.

 

Determinare le dimensioni della scatola, quando si parla di keyes, non è immediato.

I keyes infatti non sono tutti uguali e ognuno incide in maniera diversa sulle dimensioni finali dell’imballaggio.

Può variare la sistemazione delle bottiglie una di fianco all’altra (collo con collo o collo con fondo), ma anche quella delle bottiglie una sopra l’altra. Alcuni permettono incastri che sfruttano le curve delle singole bottiglie per ottimizzare lo spazio: non basta sapere le dimensioni, bisogna avere ben chiaro come si posizioneranno all’interno della scatola.

Inoltre, poichè non è la bottiglia stessa a sopportare il peso degli altri cartoni in fase di bancalizzazione, bisogna valutare con attenzione il tipo di onda da adoperare: non sono tutte adatte.

Insomma, ci sono più variabiili da tenere a mente.

Un lavoro approssimativo si traduce in bottiglie rotte durante il trasporto, imballaggi danneggiati, tempo e $$$ buttati per rimediare ai danni.

 

Non è una bella prospettiva, giusto?

Allora assicurati che il tuo fornitore sia un professionista.

 

Se così non fosse, sentiti libero di contattarmi.

 

 

A presto,

Fabiano Gollo

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